Voci dal Terzo settore
Atelier di Pensieri: quando la competenza diventa cura, e la cura diventa comunità
A cura di Lorenzo Roberto Quaglia
C’è una parola che ricorre spesso, parlando di Atelier di Pensieri: potenziale. Non nel senso vago con cui la si usa a volte, come sinonimo di speranza o di buona volontà. Ma nel senso preciso e impegnativo che le dava il professor Reuven Feuerstein, lo psicologo romeno naturalizzato israeliano che ha dedicato la propria vita a dimostrare una cosa scomoda e necessaria: che l’intelligenza non è un dato fisso, non è un destino scritto nei geni o nelle circostanze, ma una capacità modificabile, allenabile, che può crescere se trova le condizioni giuste.
Da questa convinzione, e dal desiderio di metterla in pratica ogni giorno, è nata nel 2016 una cooperativa sociale che oggi è un punto di riferimento per molte famiglie milanesi.
Un’idea nata dal volontariato
Prima di Atelier di Pensieri c’è Insieme Intelligenti OdV, un’organizzazione di volontariato che da anni riunisce professioniste del campo psico-pedagogico impegnate, nel tempo libero, ad applicare il Metodo Feuerstein in contesti di disagio e difficoltà. È lì che si crea il gruppo umano e professionale che darà poi vita alla cooperativa: donne con formazioni diverse ma con un orizzonte comune, la convinzione che lavorare sulla mente delle persone – con rigore, rispetto e fiducia nelle loro risorse – sia una forma concreta di giustizia sociale.
Il 20 giugno 2016, undici socie fondatrici firmano l’atto costitutivo di Atelier di Pensieri, cooperativa sociale onlus di tipo misto A e B. Tra loro ci sono psicologhe, psicoterapeute, pedagogiste, logopediste, una avvocata. C’è anche Insieme Intelligenti OdV, che entra come persona giuridica socia fondatrice, mantenendo così vivo il legame con l’esperienza di volontariato da cui tutto è partito. Alfio Regis è il presidente, Mariagrazia Restelli la vicepresidente.
La sede viene aperta in via Cherasco 7, nel nord di Milano, stesso ingresso del centro vaccinale al piano terra. Un indirizzo che, nel tempo, diventerà familiare per molte famiglie.
Settembre 2022: un passo in più
Per i primi anni Atelier di Pensieri opera come cooperativa di servizi alla persona, erogando prestazioni su base privatistica e sviluppando al tempo stesso l’attività formativa. Ma nel settembre 2022 arriva un riconoscimento importante: ATS Milano accredita la struttura come Centro Clinico di Neuropsicologia e Psicologia.
Non è solo un cambio di targa. È il risultato di anni di lavoro professionale rigoroso, di costruzione di procedure, di investimento nella qualità. E soprattutto è l’apertura di una possibilità nuova: quella di raggiungere anche le famiglie che non avrebbero potuto accedere ai servizi su base esclusivamente privata, grazie alla collaborazione con il sistema sanitario pubblico e ai percorsi agevolati legati al 5×1000 di Insieme Intelligenti OdV.
Cosa si fa, concretamente
Chi arriva ad Atelier di Pensieri – di solito è una famiglia, con un bambino o un adolescente che mostra difficoltà che i genitori non riescono a decifrare – trova uno spazio in cui nessuna di quelle difficoltà viene trattata come un’etichetta definitiva.
Il primo incontro è sempre rivolto ai soli genitori. Dura tra i quarantacinque e i sessanta minuti, ed è condotto da una psicologa o psicoterapeuta dello staff. Non è un colloquio per raccogliere un’anamnesi, ma un momento di orientamento: capire insieme qual è il problema, o meglio, qual è il bisogno. Cognitivo, emotivo, relazionale, di apprendimento – spesso queste dimensioni si intrecciano, e separarle sarebbe artificioso e fuorviante.
Da lì, si apre un ventaglio di possibilità. I servizi coprono l’intero arco dello sviluppo, dalla prima infanzia all’età adulta e anziana. Sul versante neurologico e cognitivo ci sono la neuropsicologia, con valutazioni e trattamenti per difficoltà di attenzione, memoria, funzioni esecutive; la neuro-psicomotricità, rivolta soprattutto ai bambini più piccoli; la logopedia, per i disturbi del linguaggio e della comunicazione. Sul versante emotivo e relazionale, la psicologia clinica e la psicoterapia, con approcci modulati sull’età e sulla specifica situazione di ogni persona.
E poi c’è il cuore storico della cooperativa: il Metodo Feuerstein. Una metodologia che non si limita a misurare ciò che una persona sa fare oggi, ma cerca di capire come apprende, dove incontra ostacoli, e come si possono modificare queste dinamiche attraverso una relazione educativa mirata. Le valutazioni dinamiche e i trattamenti P.A.S. – Programma di Arricchimento Strumentale – sono strumenti potenti, che richiedono formazione specifica e lunga. Il fatto che Atelier di Pensieri abbia qui le sue radici professionali più antiche si avverte nel modo in cui questo lavoro viene svolto: con una cura e un’attenzione che vanno oltre il protocollo.
A completare l’offerta, uno sportello di consulenza legale gratuita, pensato per le famiglie con persone fragili: chi si trova ad affrontare questioni di amministrazione di sostegno, di normativa sul “Dopo di noi”, di rapporto con i servizi sociali, può trovare un primo orientamento con l’avvocata, ogni venerdì pomeriggio.
La famiglia al centro – e non solo come slogan
Il motto scelto da Atelier di Pensieri – la famiglia al centro – potrebbe sembrare una formula generica. Non lo è. Riflette una scelta precisa su come si concepisce il lavoro clinico: la difficoltà di un bambino non si comprende e non si tratta prescindendo dal contesto in cui vive. I genitori non sono una variabile esterna al percorso terapeutico: ne sono parte essenziale.
Questo spiega perché, accanto ai servizi clinici, Atelier di Pensieri ha sviluppato nel tempo una ricca attività formativa. Ci sono corsi per genitori, che affrontano temi come l’accompagnamento alla crescita, la gestione delle emozioni, le dinamiche familiari nei diversi stadi dello sviluppo. Ci sono corsi per insegnanti, che aiutano i docenti a riconoscere e rispondere alle difficoltà di apprendimento in classe. E ci sono percorsi formativi per professionisti e aziende, su temi di psicologia cognitiva e comunicazione.
Questi appuntamenti non sono accessori rispetto alla mission della cooperativa: sono un modo di moltiplicarne l’impatto, di trasformare il sapere clinico in competenza diffusa, di far sentire meno soli i genitori e gli educatori che ogni giorno si confrontano con situazioni difficili.
Uno staff che si riconosce in ciò che fa
Una delle cose che si percepisce con chiarezza, conoscendo Atelier di Pensieri, è che queste professioniste non hanno scelto questo lavoro per caso. C’è una coerenza tra ciò che studiano, ciò che praticano e ciò che credono: la convinzione che ogni persona, qualunque sia la sua difficoltà, meriti un incontro vero – non una prestazione erogata, ma una relazione in cui sentirsi vista e accompagnata.
È una cooperativa al femminile, quasi interamente. Non è una coincidenza né un dato trascurabile: riflette una cultura del lavoro di cura in cui la competenza tecnica non esclude il coinvolgimento umano, ma lo presuppone e lo nutre. Lo staff continua ad aggiornarsi, a formarsi, a confrontarsi con la ricerca e con gli altri attori del territorio. E condivide con il pubblico – genitori, insegnanti, colleghi – riflessioni, strumenti, approfondimenti: perché la conoscenza, in questa visione del lavoro, non è un patrimonio da custodire ma una risorsa da mettere in circolazione.
Quasi dieci anni dopo
Atelier di Pensieri si avvicina al suo decimo anniversario con una struttura consolidata e una vocazione intatta. Ha percorso la strada che molte realtà del Terzo settore aspirano a percorrere: dal volontariato alla cooperativa, dalla cooperativa al centro clinico riconosciuto, senza mai perdere la qualità della relazione che ne costituisce il fondamento.
In un sistema in cui le famiglie con figli fragili sono spesso lasciate sole a navigare tra liste d’attesa, diagnosi tardive e servizi che non comunicano tra loro, avere a disposizione un centro come questo – con competenze diverse che dialogano, con un approccio che mette la persona prima della prestazione, con un’attenzione esplicita anche alla sostenibilità economica dei percorsi – non è un dettaglio. È una risorsa preziosa per la città.
Perché, a volte, quello che manca non è la buona volontà. È qualcuno che sappia davvero come aiutare.
Per saperne di più: www.atelierdipensieri.it

