Voci dal Terzo settore
Fontana Vivace: quando l’accoglienza diventa famiglia
A cura di Lorenzo Roberto Quaglia
In un tempo in cui solitudine e fragilità sembrano crescere, ci sono luoghi dove l’accoglienza diventa gesto concreto, dove l’aiuto reciproco si trasforma in comunità. A Genova, Fontana Vivace è una di queste realtà: nata dal desiderio di alcune famiglie di non lasciare soli i più vulnerabili, oggi è un punto di riferimento per l’affido familiare e il sostegno alla genitorialità fragile. Un’esperienza che si inserisce nella più ampia rete di Famiglie per l’Accoglienza, movimento nazionale che da oltre trent’anni promuove la cultura dell’accoglienza.
Una casa che accoglie
Fontana Vivace nasce nel 2008 dall’incontro di tre famiglie unite dal desiderio di “vivere l’accoglienza come parte della propria vita”. Oggi gestisce due case-famiglia a Genova, “La Grangia” e “Il Girasole”, dove bambini e ragazzi trovano non solo un tetto, ma una relazione stabile, capace di guardare al futuro. L’associazione organizza anche percorsi per accompagnare mamme sole e famiglie in difficoltà verso l’autonomia, offrendo ascolto, supporto e un luogo in cui sentirsi accolti.
Una rete che sostiene
L’esperienza di Fontana Vivace si intreccia con quella di “Famiglie per l’Accoglienza”, realtà diffusa in tutta Italia, basata su un principio semplice e rivoluzionario: non si accoglie da soli. Gli incontri, i momenti di condivisione, il confronto con operatori e volontari diventano linfa per continuare nel proprio cammino. L’associazione partecipa inoltre a progetti come “Mind the Gap” e “JustMeet”, per sostenere i ragazzi neomaggiorenni nell’inserimento scolastico e lavorativo, contrastando così la povertà educativa e sociale.
Educare con cura
Uno degli aspetti più toccanti è la cura per la storia di ciascun bambino accolto: nulla viene cancellato, tutto è valorizzato. L’accoglienza diventa così un gesto educativo profondo, che accompagna i piccoli e le loro famiglie d’origine in un percorso di rispetto, riconciliazione e crescita.
L’accoglienza come compagnia: il racconto del Meeting CDO 2023
Durante il Meeting 2023 della Compagnia delle Opere Sociali, Luca Orlando e Laura Albertella hanno raccontato come Fontana Vivace sia nata non da un progetto prestabilito, ma da una necessità vissuta e condivisa.
“Era successo, non immaginato”, ha detto Luca Orlando, ricordando come l’accoglienza si sia sviluppata attraverso una relazione viva con altre famiglie, diventando una scelta di vita comune. La forza di Fontana Vivace sta proprio in questo: nella comunione autentica tra le famiglie che la compongono, che si ritrovano ogni sera anche solo per un caffè, e che vivono insieme le difficoltà, trovando nella compagnia la forza di continuare.
La casa-famiglia non è solo per minori: è anche rifugio per mamme in difficoltà, donne sole con figli, famiglie che affrontano malattie gravi come nel caso dei bambini ricoverati all’Ospedale Gaslini. Sofia, una bambina accolta da Fontana Vivace, ha espresso il desiderio di stare in un luogo dove vivere la stessa esperienza con altre famiglie: una testimonianza potente del bisogno umano di relazione autentica.
Fontana Vivace è anche all’origine della rete “Dimore per l’Accoglienza”, che unisce case-famiglia da tutta Italia e non solo, rafforzando legami e percorsi comuni.
Conclusione
Fontana Vivace ci ricorda che la famiglia può essere molto più di un legame di sangue: può essere scelta, dono, possibilità. In un’Italia che fatica ad affrontare la fragilità sociale, queste esperienze offrono un modello concreto di solidarietà. Un invito a guardare l’altro non come un problema, ma come un bene per la propria vita. E a riscoprire, in ogni gesto gratuito, la costruzione di un villaggio umano che educa, accoglie e cambia il mondo un passo alla volta.

La missione della Fondazione si articola su due filoni principali: promuovere eventi culturali – legati a scienza, ambiente, storia, crescita personale – e sostenere famiglie con disabili gravi, spesso in condizioni di fragilità economica e sociale.
