{"id":4297,"date":"2025-11-04T09:48:41","date_gmt":"2025-11-04T08:48:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.argis.it\/argis\/?p=4297"},"modified":"2025-11-04T10:02:03","modified_gmt":"2025-11-04T09:02:03","slug":"volontariato-e-gratuita-tra-storia-attualita-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.argis.it\/argis\/volontariato-e-gratuita-tra-storia-attualita-e-futuro\/","title":{"rendered":"Volontariato e gratuit\u00e0: tra storia, attualit\u00e0 e futuro"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row gap=&#8221;30&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1754381766482{background-color: #FFFFFF00 !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1760258784192{margin-top: -35px !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]di Gianfranco Fabi<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo il testo dell\u2019introduzione di Gianfranco Fabi al libro \u201c<strong>Al cuore della gratuit\u00e0<\/strong>\u201d (ed. Concreo) che raccoglie i testi del prof <strong>Giampaolo Cottini<\/strong> a convegni su \u201c<strong>cura, volontariato, bene comune<\/strong>\u201d. Il libro \u00e8 stato presentato nel giugno scorso a Varese.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>\u201cIl motivo di qualunque impegno verso gli altri \u00e8 la percezione di un bene originario che deve essere comunicato: \u00e8 a partire da una pienezza di umanit\u00e0 sperimentata che si pu\u00f2 dare origine ad un lavoro di cura verso la persona dell&amp;#39;altro veramente autentico\u201d. Con queste parole, dopo una citazione di San Tommaso, Giampaolo Cottini, inizia il suo percorso (\u201cEducarsi alla carit\u00e0\u201d) nella dimensione del volontariato, un percorso che scava nel profondo dell\u2019umanit\u00e0 per portare a galla valori umani e dimensioni etiche. Un percorso che, proprio per questo, non ha perso importanza ed attualit\u00e0.<\/p>\n<p>In queste pagine si portano in primo piano i principi fondamentali che stanno alla base di un impegno verso gli altri che sembra scaturire spontaneamente dal bisogno di esprimere la propria umanit\u00e0, ma che \u00e8 frutto anche di relazioni che nascono da esperienze lontane e da testimonianze vicine.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infatti un lungo cammino alla base dello sviluppo delle diverse forme di volontariato, di impegno sociale, di solidariet\u00e0 operative. Un cammino che si \u00e8 sviluppato nella societ\u00e0, non solo italiana, per uno spirito di solidariet\u00e0 spinto anche dalla necessit\u00e0 di colmare la perenne incapacit\u00e0 dello Stato da una parte e del mercato dall\u2019altra, di rispondere ai bisogni delle persone e delle collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019origine delle espressioni concrete di solidariet\u00e0 si perdono nella vastit\u00e0 della storia. \u201cI poveri li avrete sempre con voi!\u201d E\u2019 scritto nel Vangelo sottolineando la necessit\u00e0 di un amore verso il prossimo che \u00e8 una linea guida del messaggio cristiano. Ma gi\u00e0 nell\u2019Antico Testamento non mancano i richiami ad un fattivo impegno sociale, come afferma il Salmo 41: \u201cBeato l&#8217;uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera\u201d.<\/p>\n<p>La tensione alla solidariet\u00e0 \u00e8 scritta nel cuore dell\u2019uomo, \u00e8 quella \u201cpienezza di umanit\u00e0\u201d ricordata da Cottini, ed ha sempre avuto nel corso dei secoli espressioni vaste ed efficaci.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 nel Medioevo che volontariato, gratuit\u00e0 e solidariet\u00e0 entrano a far parte visibilmente della dimensione sociale non solo attraverso l\u2019impegno dei singoli, nella pur positiva logica dell\u2019elemosina, ma anche attraverso istituzioni destinate ad essere un punto di riferimento per una sempre pi\u00f9 consolidata presenza di quello che oggi viene chiamato welfare.<\/p>\n<p>Nacquero cos\u00ec le Misericordie, le confraternite, le corporazioni, gli Spedali, i monti di piet\u00e0, i monasteri. Citt\u00e0 come Siena portano ancora oggi i segni di quello sviluppo delle iniziative. L\u2019Ospedale di Santa Maria della Scala, proprio di fronte al Duomo ha compiuto mille anni ed \u00e8 il classico esempio di Xenodochium, un luogo di accoglienza per forestieri, pellegrini e poveri, data anche la vicinanza con la Via Francigena, non solo l\u2019itinerario dei pellegrinaggi tra l\u2018Europa del Nord e Roma, ma anche una importantissima strada per i commerci molto sviluppati nonostante i trasporti fossero ancora basati su carri e cavalli. E il Monte dei Paschi, la banca pi\u00f9 antica del mondo, ha la sua origine nei Monti di piet\u00e0 creati, come vedremo, dai frati francescani per contrastare il diffondersi dell\u2019usura e finanziare le piccole attivit\u00e0 agricole.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 osservare come lo sviluppo delle istituzioni di solidariet\u00e0 sia avvenuto nel Medioevo pur nella mancanza di quello che oggi chiameremmo un \u201carticolato quadro giuridico\u201d in un alternarsi di contrasti e collaborazioni tra la Chiesa, che rivendicava il controllo di tutto il sistema della beneficenza, e le strutture civili, impegnate in molti casi a dimostrare la propria attenzione verso i bisogni di cura. Un esempio di questa politica sociale la si pu\u00f2 trovare, per esempio, nella realizzazione\u00a0 della Ca\u2019 Granda, il maggiore ospedale di Milano (ora sede dell\u2019Universit\u00e0 degli studi), realizzato dagli Sforza unificando piccoli ambulatori locali. Per evitare contese e insieme per ottenere la collaborazione dei cattolici impegnati nella societ\u00e0 gli Sforza chiesero e ottennero fin dall\u2019inizio l\u2019approvazione pontificia.<\/p>\n<p>Per tutto il Medioevo, fino all\u2019inizio dell\u2019800 con la conquista dell\u2019Italia da parte di Napoleone, le Confraternite costituirono la struttura portante dell\u2019impegno sociale con iniziative non solo sul fronte della cura e dell\u2019assistenza sanitaria, ma anche per l\u2019assistenza i poveri, per l\u2019educazione, per il sostegno delle iniziative religiose come dimostrano a tutt\u2019oggi, le sagre e le processioni, come quelle di Gubbio o Viterbo, che anno dopo anno restano un appuntamento importante anche se hanno assunto pi\u00f9 un aspetto folcloristico che religioso.<\/p>\n<p>All\u2019origine le Confraternite si configurano come vere e proprie imprese sociali: hanno un patrimonio, garantiscono una gestione che comprende sia lavoro volontario, sia prestazioni professionali, perseguono una missione che pu\u00f2 essere religiosa e assistenziale.<\/p>\n<p>A fianco delle istituzioni di assistenza dedicate ai poveri e ai malati \u00e8 significativo ricordare come, nello stesso spirito e nello stesso periodo, nacquero le prime strutture bancarie. Nella met\u00e0 del Tredicesimo secolo, mentre le disposizioni canoniche vietavano il prestito con interesse, un frate e teologo francescano, Pietro di Giovanni Olivi, detto Doctor Speculativus, ebbe il coraggio di dare un nuovo senso al denaro guardando ai capitali e al denaro in analogia con sorella acqua, che \u00e8 \u201cutile, umile, preziosa e casta\u201d quando \u00e8 acqua corrente, ma che, se ristagna, imputridisce e puzza. Quindi i capitali devono muoversi, finanziare investimenti, aiutare le piccole imprese e non essere pi\u00f9 \u201csterile pecunia\u201d. I primi Monti di Piet\u00e0 sollecitavano la raccolta del denaro per poi prestarlo ai poveri, anche sottolineando gli aspetti legati alla solidariet\u00e0. I clienti potevano cos\u00ec trovare prestiti a condizioni particolarmente convenienti, facendo comunque fruttare il denaro dei sostenitori spinti non solo dalla piccola remunerazione dei propri depositi, ma anche dai vantaggi spirituali perch\u00e9 ogni cliente dell\u2019istituto avrebbe testimoniato la generosit\u00e0 dei benefattori facilitandone l\u2019accesso al regno dei cieli.<\/p>\n<p>Il Medioevo, nonostante l\u2019immeritata fama di \u201csecoli bui\u201d, \u00e8 stato un lungo periodo caratterizzato dal fiorire delle iniziative sociali, dal diffondersi attorno ai conventi, ma non solo, delle opere di accoglienza, cos\u00ec come dalle risposte alle emergenze, come le epidemie, la peste, le carestie, che periodicamente coinvolgevano tutti i paesi.<\/p>\n<p>I secoli successivi hanno visto la crescita istituzionale delle opere di carit\u00e0. E\u2019 nell\u2019Ottocento che nascono le prime fondazioni che offrono una veste giuridica e una stabile organizzazione per raccogliere le offerte e gestire gli interventi. E progressivamente il panorama delle attivit\u00e0 assistenziali si allarga. Sotto la spinta dei profesti della carit\u00e0 nascono istituzioni che diventeranno sempre pi\u00f9 importanti, come la Piccola casa della Divina Provvidenza, nota dal nome del suo fondatore Giuseppe Benedetto Cottolengo, che muove i suoi primi passi a Torino nel 1828. Sempre nell\u2019Ottocento nascono le prime banche popolari, le casse rurali, le banche di credito cooperativo di pari passo con lo sviluppo economico dei territori: realt\u00e0 che nascono dal basso caratterizzate da un\u2019ampia partecipazione. Importanti per accompagnare l\u2019insediamento delle prime fabbriche, e quindi l\u2019emergere di una nuova classe operaia, sono le societ\u00e0 di mutuo soccorso che garantivano ai soci i pi\u00f9 elementari elementi di welfare come una rendita pensionistica per i fabbisogni vitali cos\u00ec come l\u2019assistenza di base in caso di malattie e infortuni.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che l\u2019Italia tra Otto e Novecento era caratterizzata da una fitta rete di strutture assistenziali, in gran parte di piccole dimensioni, ma i cui interventi coprivano uno spettro molto ampio di interessi: dagli orfani alle vedove, dai carcerati ai disabili, dalla maternit\u00e0 all\u2019assistenza ai fanciulli. Un impegno encomiabile, ma largamente frammentato in enti di piccole o piccolissime dimensioni e con profonde differenze tra le Regioni e tra Nord e Sud.<\/p>\n<p>La legge Crispi del 1890 fu il primo intervento organico per razionalizzare i sistemi di welfare, per dare una forma giuridica alle opere pie, per integrare le iniziative private, che rimanevano largamente maggioritarie, con un intervento pubblico essenzialmente regolatorio e di garanzia. Con questa legge tuttavia vennero anche istituite le Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) con il compito anche di assorbire gli enti ecclesiastici in difficolt\u00e0. Proprio questi aspetti, peraltro,\u00a0 non mancarono di creare nuovi contrasti tra Stato e Chiesa anche per il carattere misto religioso e insieme assistenziale delle confraternite.<\/p>\n<p>Il fascismo si mosse su due piani. Da una parte con il Concordato del 1929 riconobbe, in teoria, autonomia e ampie possibilit\u00e0 operative agli enti ecclesiastici, ma d\u2019altra parte accentu\u00f2 la presenza dello Stato nella sanit\u00e0, nell\u2019istruzione e nella previdenza con strutture nazionali e locali strettamente controllate dal partito. Soprattutto alla fine degli anni \u201930 la mano dello Stato divenne sempre pi\u00f9 stringente: a livello locale la gestione del welfare divenne monopolio degli Ecfa (Enti comunali fascisti di assistenza) presieduti dal Podest\u00e0 di nomina governativa e con i consigli formati dai segretari dei fasci da combattimento.<\/p>\n<p>Con la nascita della Repubblica lo scenario del sistema assistenziale cambi\u00f2 profondamente. Si \u00e8 cos\u00ec sviluppata la cooperazione su molti fronti, dal lavoro, al commercio, alle banche. E pur sviluppandosi una sempre pi\u00f9 forte presenza dello Stato, per esempio con l\u2019avvio nel 1978 del Sistema sanitario nazionale, il ruolo del non profit \u00e8 rimasto in primo piano: in un quadro giuridico ben definito hanno potuto nascere e crescere nuove iniziative rendendo concreto il principio di sussidiariet\u00e0 prestando nuovi servizi e arricchendo quelli forniti dal pubblico.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec cresciuta la presenza di quello che \u00e8 stato chiamato Terzo settore con una forte presenza sociale e pari dignit\u00e0 rispetto alle altre iniziative private o statali. Con un\u2019evoluzione, tuttavia, che si sta muovendo su due fronti. Da una parte l\u2019attuazione della riforma del 2016 che ha istituito la qualifica di Ets (Ente del terzo settore), dall\u2019altra la sempre pi\u00f9 ampia panoramica delle forme che assume la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Tra le principali novit\u00e0 portate dalla riforma vi \u00e8 l\u2019introduzione del Codice del Terzo Settore, un decreto legislativo che raccoglie tutta la normativa riguardo gli enti del Terzo settore. Inoltre, la riforma ha anche portato all\u2019istituzione del Runts, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e cio\u00e8 un elenco comprensivo di tutti gli enti esistenti all\u2019interno del nostro Paese.<\/p>\n<p>Il volontariato ha senso ed efficacia all\u2019interno di strutture ed organizzazioni alla cui efficienza non basta la pur necessaria buona volont\u00e0 dei singoli. E d\u2019altra rientrano di diritto nel mondo dell\u2019attenzione al prossimo tutte le forme di responsabilit\u00e0 sociale e di rispetto dei\u00a0 parametri Esg (Environmental, Social, Governance) che costituiscono ormai un principio di osservazione anche sotto il profilo delle valutazioni finanziarie. Senza dimenticare la crescita delle societ\u00e0 \u201cbenefit\u201d, aziende che pongono esplicitamente tra i loro obiettivi non solo il profitto, ma anche la creazione di valore per la collettivit\u00e0 e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019ambiente, il rispetto della natura, la protezione del creato, \u00e8 la nuova frontiera dell\u2019impegno sociale come ha vigorosamente ricordato Papa Francesco nell\u2019enciclica Laudato s\u00ec, un appello all\u2019ecologia globale che \u00e8 anche un richiamo all\u2019impegno contro le disuguaglianze, alla lotta alla povert\u00e0, alla sfida per combattere fame e sottosviluppo.<\/p>\n<p>La dimensione globale di questo impegno non deve comunque far dimenticare che il primo protagonista non pu\u00f2 che essere il mio prossimo: il Samaritano del Vangelo cos\u00ec profondamente ricordato da Giampaolo Cottini.<\/p>\n<p>Riprendere in mano questi scritti vuol dire allora mantenere l\u2019attenzione sul valore delle esperienze di volontariato, esperienze sempre pi\u00f9 importanti per affrontare i gravi problemi della societ\u00e0 contemporanea. Come ha ricordato Stefano Zamagni riferendosi al tema della sanit\u00e0 al Meeting di Rimini: \u201cLa salute \u00e8 un \u201cbene comune\u201d, vuol dire che non \u00e8 n\u00e9 un bene pubblico n\u00e9 un bene privato e le regole di governance della sanit\u00e0 non possono essere n\u00e9 solo di tipo pubblicistico n\u00e9 solo di tipo privatistico, ma ci deve essere un modello di governance di tipo comunitario, un modello che unisce pubblico, privato e civile\u00bb. Aggiungendo: \u201cI bisogni in ambito sanitario li conoscono meglio i volontari, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali che stanno in mezzo alla gente, sentono quello di cui c\u2019\u00e8 bisogno. Pu\u00f2 decidere le priorit\u00e0 chi sta chiuso in un ufficio e sta in mezzo alla burocrazia?\u201d<\/p>\n<p>Anche per questo le approfondite riflessioni di Giampaolo Cottini costituiscono un forte richiamo alla responsabilit\u00e0 di ciascuno. Soprattutto in questa societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa e interconnessa, ma insieme segnata da gravi problemi sociali e inaccettabili disuguaglianze. Ed \u00e8 cos\u00ec importante ricordare le grandi tradizioni di solidariet\u00e0 nella storia italiana cos\u00ec come i profondi valori umani che si ritrovano nel volontariato, nella gratuit\u00e0, nell\u2019impegno sociale.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1510682226683{margin-top: -30px !important;border-left-width: 1px !important;border-left-color: #cccccc !important;border-left-style: dotted !important;}&#8221;][vc_single_image image=&#8221;315&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1762159232717{margin-top: -35px !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Gianfranco Fabi<\/strong><br \/>\nGiornalista, past president Argis[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianfranco Fabi<\/p>\n<p>Pubblichiamo il testo dell\u2019introduzione di Gianfranco Fabi al libro \u201cAl cuore della gratuit\u00e0\u201d (ed. 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